Scrittura automatica – 2 – 04.01.24 – Kin 76

I fiori sbocciano nel deserto dell’anima. Rifulgo nell’attraversare lo spazio cosmico dell’incidenza del sapere, compresso nell’attesa della liberazione. Assaporo l’assenza dell’Essere, rannicchiandomi nell’illusoria vertigine dell’iper-realtà, scendendo supina la strettoia dell’ignoto. Arance spremute innaffiano l’esperienza del sentire rubicondo di volontà irrisolta, paonazza risposta alla logica del permesso. Mi chiedo fermandomi sulla soglia la logica del sempre a cosa risponde. Anelito del bisogno di sentirsi compresi rapprende l’istinto a viaggiare nell’oltre, senza peso e misura di catalogare risposte ordite dal silenzio di un nuovo sentire. Ritiro le gambe avvolgendo l’ostacolo che imprime il sussulto di un enigma riconosciuto, stendendo la coltre del respiro permesso, attraverso l’istante fuggito dal poi. Restando connessi è permesso salpare sul vascello dell’isola a sud del limite, garantisce il rimando del fine consueto. Rispondo all’intarsio del cubo diretto in una prospettiva sicura rappresa allo sguardo che incuba il presente nel limbo irrisolto del nascere intriso di calma cupidigia versata nel calice assunto al trabocco. Ricompongo lo schema attirando il preciso involvere ossuto di un trapasso incosciente.

I commenti sono chiusi.